| VINO E SALUTE CONSUMO CONSAPEVOLE |
|
|
|
Il dott. Chessa ed il dott. Alessandro Giamberti, mio marito, mi hanno chiesto di parlare di vino, affrontando l’argomento sotto l’aspetto salutistico, in questo sito dedicato ai cardiopatici congeniti adulti, e come mamma di un cardiopatico congenito che sta crescendo ho accettato volentieri. Ho accettato anche perché mi da l’opportunità di parlare della bellissima storia dell’azienda per cui lavoro, dei suoi prodotti ma soprattutto per poter parlare di vino in maniera positiva visto che ormai negli ultimi anni la parola vino si accompagna solo a vicende negative come frodi, scandali, abuso e stragi del sabato sera. Eppure il vino frutto della natura e del paziente lavoro dell’uomo ha una storia antichissima, una letteratura copiosa, un ruolo rilevante nell’economia di oggi e fa bene alla salute se bevuto con moderazione. Non lo dico soltanto io che in quanto enologo posso apparire di parte, ma i numerosi studi scientifici che dal 1965 ad oggi sono stati portati avanti da medici di tutto il mondo sul tema Vino e Salute.
Nel 1979 uscì sulla rivista Lancet una pubblicazione divenuta famosa con il titolo di Paradosso Francese. La ricerca durata 13 anni, dal 1965 al 1988, coinvolse 18 nazioni. I dati analizzati mostrarono una correlazione inversa tra la mortalità coronarica ed il consumo medio di vino nelle 18 nazioni. La Francia e l’Italia che nel periodo osservato avevano un elevato consumo medio annuo pari a litri 100 per persona per anno, presentavano un’incidenza di patologie coronariche sensibilmente inferiore rispetto alle nazioni dove il consumo di bevande alcoliche era più basso malgrado il più elevato consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi di origine animale che causano l’aumento del colesterolo il principale fattore di rischio per le patologie cardiovascolari. Da quel momento numerose sono state le ricerche condotte da ricercatori in tutto il mondo. Il vino è una bevanda alcolica fermentata come la birra ed il sidro in cui l’acqua rappresenta circa l’80-85% del volume, l’alcool è il secondo componente dal punto di vista quantitativo e rappresenta in media il 14%, poi ci sono gli zuccheri, gli acidi, i polifenoli, sostanze azotate, sali minerali, vitamine e sostanze aromatiche. I lavori scientifici condotti sul vino hanno dimostrato che il consumo moderato di vino nell’arco della vita è in grado di ridurre il rischio di sviluppo di alcune malattie di tipo cardio-vascolari (British Medical Journal 2004), di patologie neurologiche e agisce beneficamente sui processi di invecchiamento dell’uomo. Nell’ambito delle malattie cardio-vascolari che più ci interessano in questo sito, il consumo regolare di una moderata quantità di vino riduce di un terzo la comparsa di episodi di ischemia cardiaca, riduce il dolore dovuto all’angina pectoris e la probabilità di infarto, riduce il rischio di un secondo infarto e la gravità dell’infarto quando si presenta. Determina una riduzione della mortalità totale per queste malattie (British Medical Journal 1997). Inoltre ha un azione antiaterosclerotica poichè determina la riduzione delle lipoproteine LDL (colesterolo cattivo) e l’aumento delle HLD (colesterolo buono), e riduce la capacità di aggregazione delle piastrine (ha un effetto fluidificante simile all’aspirina). Tutto questo grazie all’azione antiossidante del vino anzi per meglio dire alla ricchezza di composti polifenolici ad azione antiossidanti presenti nel vino ed alla presenza di ossido nitrico che ha funzione vasodilatatrice. Tutto molto bello ma arriviamo alle note dolenti per chi lo produce e per chi lo consuma: la giusta dose. La giusta dose dipende dall’età, dal sesso, dal peso e dall’attività e dallo stato di salute. La letteratura scientifica è ampiamente concorde che per gli effetti salutistici del vino la dose consigliata per la popolazione sana è di un bicchiere di vino al giorno per le donne e due per gli uomini preferibilmente durante i pasti e mai più di 4 bicchieri in una stessa occasione. Inoltre va ricordato che particolare attenzione devono avere coloro che hanno problemi cardiocircolatori e assumono formaci come beta bloccanti poiché l’alcool ne potenzia molto l’efficacia favorendo la comparsa di cadute pressorie e farmaci anticoagulanti dove l’assunzione esagerata di alcolici può generare la diminuzione della capacità coagulativa con rischio di crisi emoraggiche.
E’ interessante, ho detto, raccontare anche la straordinaria storia che c’è dietro l’azienda agricola per cui lavoro. E’ una storia d’amore e l’amore viene spesso raffigurato con un cuore e nell’azienda agricola La Pala di Sant’Ambrogio il cuore è ciò che la guida. L’Azienda Agricola La Pala è di proprietà dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. L’Associazione nasce a Milano nel 1994 per idea del Prof. Alessandro Frigiola, responsabile della cardiochirurgia dell’IRCCS Policlinico San Donato e della Prof. Silvia Cirri, responsabile dell’anestesia e rianimazione dell’Istituti Clinici Sant’Ambrogio. L’Associazione che è stata riconosciuta Ente Morale con D.M. del 28 Gennaio 2000, assicura assistenza medica nei paesi più poveri fornendo personale e materiale sanitario per la cura di bambini affetti da gravi malformazione cardiache congenite, prima causa di morte fra tutte le malformazioni congenite, e quindi condannati a morire per la mancanza di strutture sanitarie e di medici in grado di offrire assistenza specializzata. Nel 2004 l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo ha ricevuto, in seguito ad un gesto d’amore, dalla signora Franca Maculan, una Tenuta in Valpolicella in lascito testamentario. La signora Franca Maculan proprietaria della Tenuta, pur affrontando il suo doloroso destino ha scelto di aiutare chi come lei si trovava di fronte ad una malattia ma senza avere la possibilità di farsi curare perché nati in paesi dove non ci sono strutture sanitarie adeguate. La Sig.ra Franca una delle donne più illuminate nel mondo della viticoltura e dell’enologia aveva un sogno: un’azienda d’eccellenza per un vino d’eccelenza e aveva predisposto tutto per fare vini di qualità. La prima collina della Valpolicella che si incontra nella parte antica della zona, quella classica, (quella di maggior pregio) sovrastante S. Ambrogio di Valpolicella ha nella zona più alta e bella, alla sommità di un bel bosco, la nostra azienda agricola. Si arriva all’azienda con una comoda strada a piccoli tornanti e dopo aver superato un cancello si entra nell’azienda. Si percorre un vialetto alberato e si arriva all’uliveto e poi alla confinante vigna da dove si gode una vista ed uno spettacolo bellissimo. Nelle giornate limpide, la vista spazia dalla valle dell’Adige all’azzurro del lago di Garda, su tutto l’arco alpino fino al Monte Rosa e giù fino alla pianura Padana da Verona ai grattacieli di Milano: incredibile. L’Azienda Agricola LAPALA produce Amarone, Recioto e Olio. E’ stimolante porsi obiettivi qualitativi di eccellenza quando si viene in possesso di una azienda come quella lasciata dalla signora Franca. L’associazione ereditando la sua azienda ed insieme ad essa il suo sogno ne ha la responsabilità. Il sogno della associazione è anche il sogno dell’Azienda Agricola LA PALA. Che cosa accomuna queste due realtà cosi differenti tra loro? Il raggiungimento di un obiettivo. Di una idea. Il lavoro dell’uomo, la qualità del lavoro che sta dietro un grande progetto o più modestamente dietro ad un grande vino. Ci vogliono passione, competenza, organizzazione, sacrificio, lotta, forza, cocciutaggine, autorevolezza, umiltà, pazienza, amore. L’amore e il rispetto per la sofferenza, per la malattia. L’amore, il rispetto del territorio, dei luoghi, dell’uomo. Il gruppo come futuro dell’uomo. Insieme per la realizzazione di un sogno. Il senso di una guarigione. Ha senso guarire per ascoltare, per guardare, per vedere, per gustare. Il bambino guarito sarà un futuro uomo e se avrà lavorato bene saprà apprezzare una bella musica. Un paesaggio armonioso. Una grande poesia. E magari saprà gustare, un giorno qualunque, davanti a un tramonto rosa azzurro che illumina ancor di più le belle pietre bianche della Valpolicella, un grande sogno.
|









